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Concordato preventivo biennale: novità in arrivo per chi ha partita IVA

30 Giugno 2026 - Fisco

Il concordato preventivo biennale è un accordo che puoi fare con l’Agenzia delle Entrate. In pratica, tu e il Fisco vi mettete d’accordo in anticipo su quanto reddito dichiarerai per i prossimi due anni (in questo caso il 2026 e il 2027), e di conseguenza su quante tasse pagherai.

Il vantaggio: se durante quei due anni guadagni di più di quanto concordato, non paghi tasse aggiuntive su quella parte in più. Lo svantaggio: se accetti, ti impegni a pagare comunque quella cifra anche se gli affari dovessero andare peggio del previsto, e uscire dall’accordo non è semplice.

Quest’anno la finestra per aderire è aperta fino al 31 ottobre.

Cos’è l’ISA e perché conta

Per capire come funziona il concordato, devi conoscere un’altra sigla: ISA, che sta per Indicatori Sintetici di Affidabilità. È un punteggio da 1 a 10 che l’Agenzia delle Entrate ti assegna ogni anno in base a quanto la tua attività risulta “in linea” con i parametri del tuo settore (es. quanto dichiari rispetto a chi fa il tuo stesso lavoro, con dimensioni simili).

Più il punteggio è alto, più sei considerato un contribuente affidabile agli occhi del Fisco. Questo punteggio incide direttamente sulla proposta di concordato che ti verrà fatta, come vedremo tra poco.

La novità già in vigore: un tetto massimo all’aumento di reddito

Fino allo scorso anno, chi aveva un punteggio ISA basso rischiava di ricevere dall’Agenzia delle Entrate una proposta di concordato con un reddito da dichiarare molto più alto rispetto a quello effettivamente dichiarato l’anno prima, senza un vero limite. In pratica, il Fisco poteva chiederti di impegnarti a dichiarare per i prossimi due anni una cifra ben superiore al tuo reddito reale, senza un tetto massimo. Questo rendeva l’accordo poco conveniente, e disincentivava l’adesione.

Con una norma approvata di recente (il Decreto Legge 38/2026, ora convertito in legge), questo è cambiato: è stato fissato un tetto massimo all’aumento di reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate, in base al tuo punteggio ISA. In pratica più il tuo punteggio è alto, minore può essere l’aumento massimo che ti verrà richiesto; se il punteggio è più basso, il tetto è più alto, ma comunque c’è un limite.

Ecco come funziona, spiegato in pratica:

Il tuo punteggio ISADi quanto può aumentare al massimo il reddito proposto
10 (il massimo)+10%
da 9 a 10+15%
da 8 a 9+25%
da 6 a 8+30%
da 1 a 6 (i punteggi più bassi)+35%

Un esempio concreto: se l’anno scorso hai dichiarato 50.000 euro di reddito e il tuo punteggio ISA è 7 (quindi nella fascia “da 6 a 8”, tetto massimo +30%), l’Agenzia delle Entrate non potrà proporti un concordato con un reddito superiore a 65.000 euro.

Questa è una buona notizia soprattutto per chi finora aveva un punteggio ISA medio-basso ed era rimasto escluso da queste tutele.

La possibile novità: uno sconto per chi ha situazioni da regolarizzare negli anni passati

C’è poi una seconda novità, ma qui bisogna essere chiari: non è ancora certa.

Nelle scorse edizioni del concordato, chi aderiva poteva anche usufruire di un beneficio chiamato “ravvedimento speciale”: in pratica, pagando un’imposta forfettaria (cioè una cifra fissa, calcolata in base al punteggio ISA), poteva mettere in regola eventuali irregolarità relative agli anni precedenti, con un costo ridotto rispetto a quello che avrebbe pagato normalmente.

In Senato è stata avanzata una proposta per riportare questo beneficio anche quest’anno, estendendolo agli anni dal 2020 al 2024. La proposta però non è stata approvata come legge: è stata trasformata in un ordine del giorno, cioè un impegno politico con cui il Senato chiede al Governo di muoversi in questa direzione, ma che non obbliga a nulla nell’immediato e non crea ancora alcun diritto concreto.

In parole povere: per ora questo beneficio non esiste. Potrebbe diventare realtà nei prossimi mesi, ma potrebbe anche non succedere, o arrivare in ritardo rispetto alla scadenza del 31 ottobre per aderire al concordato.

Cosa significa questo per te, in pratica

Se stai valutando se aderire o meno al concordato 2026/2027, ecco il consiglio pratico:

  • Basa la tua decisione sui dati certi: il tuo storico reddituale, il tuo punteggio ISA, e il nuovo tetto massimo agli aumenti che abbiamo visto sopra. Questi elementi ti permettono già oggi di capire se l’accordo conviene o no.
  • Non aspettarti la sanatoria come un beneficio sicuro. Se dovesse arrivare, sarà comunque utile sapere come gestirla, ma non deve essere il motivo principale per cui decidi di aderire o meno al concordato.
  • Parliamone insieme prima del 31 ottobre. Ogni situazione è diversa: il concordato può convenire molto ad alcuni profili e poco ad altri. Faremo insieme i calcoli sulla tua posizione specifica.

Continueremo a seguire gli sviluppi su questa possibile sanatoria e ti aggiorneremo non appena ci saranno notizie certe.

Fonte: informazionefiscale.it