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Abrogazione ONLUS: Circolare ADE 1/E/2026

27 Marzo 2026 - Impresa

Con la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1/E del 19 febbraio 2026 — analizzata operativamente il 20 marzo — vengono finalmente chiariti gli effetti concreti dell’abrogazione dell’art. 150 del TUIR, in vigore dal 1° gennaio 2026. Per tutte le ONLUS ancora operative, si apre una fase transitoria delicata che richiede decisioni immediate.

Cosa è cambiato

L’abrogazione dell’art. 150 TUIR elimina il regime fiscale agevolato che storicamente caratterizzava le ONLUS. Da quest’anno, queste organizzazioni devono riconfigurare il proprio status giuridico e fiscale, con percorsi diversi a seconda delle scelte adottate.

La via maestra: iscriversi al RUNTS entro il 31 marzo 2026

Le ONLUS che intendono continuare ad operare con agevolazioni fiscali devono presentare domanda di iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) entro il 31 marzo 2026, per acquisire la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS).

La domanda deve essere corredata da:

  • Atto costitutivo
  • Statuto adeguato alla normativa ETS
  • Ultimi bilanci approvati

Se la domanda viene accolta, l’ente acquisisce la qualifica ETS con effetti retroattivi, garantendo la continuità fiscale senza interruzioni né necessità di rettifiche.

Cosa succede se la domanda non viene accolta (o non viene presentata)

Gli scenari alternativi sono significativamente più onerosi:

  • Domanda respinta: obbligo di rettifica delle fatture IVA emesse e devoluzione del patrimonio accumulato
  • Prosecuzione senza iscrizione: obbligo di devolvere l’incremento patrimoniale maturato durante l’intera durata della qualifica ONLUS

In entrambi i casi, le implicazioni fiscali e gestionali sono rilevanti e richiedono una valutazione tempestiva.

Il regime IVA da verificare

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’IVA. Gli enti che transitano verso la qualifica ETS devono verificare l’applicabilità delle esenzioni previste dall’art. 10 del DPR 633/72 in relazione alle attività svolte. Questo passaggio è essenziale per evitare contestazioni future e per impostare correttamente la fatturazione.

A supporto di questa analisi, la circolare introduce strumenti operativi come il test di commercialità ETS, utile per determinare il corretto regime applicabile alle singole attività dell’ente.

Cosa significa per chi lavora con il non profit

Per le PMI che collaborano, supportano o gestiscono enti non profit — in qualità di consulenti, fornitori di servizi o strutture gestionali — questo cambiamento normativo ha ricadute dirette. È necessario:

  • Verificare gli statuti degli enti con cui si lavora e il loro status aggiornato
  • Riesaminare i contratti e le modalità di fatturazione alla luce del nuovo regime IVA
  • Monitorare l’esito delle domande RUNTS per pianificare eventuali adeguamenti

Il tempo stringe

La scadenza del 31 marzo 2026 non lascia margini di attesa. Chi non ha ancora avviato il percorso di iscrizione al RUNTS deve farlo con urgenza, raccogliendo la documentazione necessaria e verificando la conformità dello statuto ai requisiti ETS.

Fonte: fiscoetasse.com